-- Annichiléscion --> Allah can't stop me

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Orgogliosamente

LA NATURA CULTISTA DELL'ISLAM
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Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6

1972
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Negroniglio:
Klaus Barbie. Stai bene, sei in salute e, nonostante la veneranda, ogni tanto gliene dai ancora un poco alla tua freulen. Hai tre figli:
Karl, Heinz e Rumenigge.
Lo Pseudosauro:
[...]animale scontroso ed assai poco politically-correct che, pur nutrendo per il Santo il solo interesse che la natura gli ha concesso, se ne fa, ancorche' molto malvolentieri, humile strumento, dando a noi prova tangibile di quanto sia piu' facile per gli animali parlare con l'uomo che viceversa.
Wellington:
Anche quando non scrive di surfisti incazzati, Il Lupo di Gubbio, pur essendo una bestia, si dimostra più arguto e intelligente della sua controparte umana.
L'onorevole:
la varietà degli imbecilli è sempre sbalorditiva: ve ne sono di superficiali e di profondi, ma lui - il Lupo - è ancora più sorprendente, visto che riesce ad appartenere - senza tema di smentita - ad entrambe le categorie.
utente anonimo in Liberi tutti!
utente anonimo in La natura settaria e...
Questo blog viene pubblicato sotto la "Peace & Love licence": tutte/i le foto, i testi, i filmati qui presenti possono essere prelevate/i ed usati a piacimento. Potete anche fare a meno di citarmi, la mia autostima non ne risentirà.
Ho seguito da tocque-ville questo link:
http://blog-musicacristiana.blogspot.com/2008/05/il-marchio-della-bestia-gi-tra-noi.html
Riporto intergralmente:
Ho recuperato questo video su You Tube, dopo averlo guardato riflettete un attimo sulle immagini , o come si diceva una volta contate fino a dieci prima di rispondere. Bless
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Ormai tutti sappiamo della gigantesca frittata fatta dal Ministro Bianchi e dai suoi altrettanto incompetenti collaboratori nella stesura del decreto che del ministro porta il nome, che modifica alcune parti del codice della strada.
Lasciamo per un attimo stare le vaccate scritte sull’aria condizionata (che secondo loro dovrei spegnere durante la sosta) e concentriamoci sulla questione “potenza specifica”.
La legge dice che ai neopatentati “non e' consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kw/t”.
Già chi la fisica l’ha leggiucchiata si renderà conto che “potenza specifica” così come è scritto nel decreto è una definizione ambigua. Quelli che ne masticano un po’ di più sanno che le nuove norme di unificazione stanno cercando di abolire in fisica l’uso del termine “specifico” tout-court. Infatto solitamente “specifico” significa “diviso per la massa”. Solitamente, ma con qualche eccezione. Tipo, guarda caso, la potenza specifica dei veicoli, che in uso comune viene intesa come la potenza per ogni litro di cilindrata e si misura non in kW/t ma in cavalli/litro o kW/litro. La terminologia corretta e non ambigua sarebbe stata “potenza massica”. E questo un ingegnere non può non saperlo.
Ma passiamo alle questioni gravi: come mai ci si fa male quando si cozza contro un albero? Cercherò di evitare tecnicismi a rischio di semplificare troppo.
Fondamentalmente, anche se in maniera riduttiva, i danni che riporta il corpo umano a causa di un violento urto contro un ostacolo fisso (un albero) sono dovuti alle forze che si generano per via del fatto che tutte le vostre molecole insistono testardamente a voler continuare il loro viaggio a 160 km/h anche quando la vostra pelle si è già fermata. Si chiama inerzia, e l’effetto sonoro è più o meno uno “splat”.
Questo tipo di danno dipende dall’energia che il vostro corpo possiede viaggiando a 160 km/h. Tale energia dipende solo da due variabili: il vostro peso (massa) e la velocità a cui state andando a sbattere. Solo che la velocità è di gran lunga il più importante dei due fattori, poiché quando essa raddoppia, l’energia (e quindi i danni) quadruplicano.
Quindi, è la velocità che determina il danno.
E quale è, in una automobile, la caratteristica che più di ogni altra mi può dare informazioni sulla velocità massima che essa può raggiungere?
A parte che quest’ultima è un dato fornito direttamente dalle case automobilistiche e pubblicato pure su “Quattroruote”, a questo punto bisognerà chiedersi perché oltre una certa velocità la macchina non va, anche se il motore, consumando benzina , continua comunque a fornire energia e a spingerla con la stessa forza.
Succede perché, man mano che si accelera, c’è un’altra forza che cresce molto rapidamente: l’attrito contro l’aria. Anche esso quadruplica ogni volta che si raddoppia la velocità. Una buona automobile che non abbia una forma molto aerodinamica (bassa e affusolata) intorno ai 180-220 km/h comincia a raggiungere un limite difficilmente superabile. A quel punto il motore dovrà continuare a fornire potenza solo per MANTENERE COSTANTE la velocità. Più sarà alta la velocità, più la potenza richiesta sarà elevata. E questo è INDIPENDENTE dalla massa dell’auto, perché l’attrito con l’aria dipende solo dalla FORMA dell’automobile e dalla sua velocità.
Non c’entrando nulla la massa, è evidente che non c’entra nulla pure la “potenza specifica”. Infatti è la POTENZA, pura e semplice, a fare la “pericolosità” di una automobile. Ovvero a portarla a velocità oltre il consentito. La potenza specifica ha senso solo nei primissimi metri, quando l’attrito è molto basso ed è la massa della macchina a “frenarla”. E’ sempre inerzia, ma in questo caso le molecole “insistono” per restare ferme invece di iniziare a spostarsi.
Ma alle velocità a cui si muore, sopra i 60-70 km/h, essa (la potenza specifica) non conta affatto.
Queste considerazioni rendono ragione del fatto che noi, naturalmente, siamo portati a pensare come più pericolosa una Lamborghini Murcielago che una Seicento. Mentre in base al nuovo decreto la prima è consentita, la seconda no.

Ricapitolando:
1) I danni dipendono dalla velocità
2) La velocità dipende dalla potenza dell’auto
3) La potenza specifica è una informazione inutile per stabilire la pericolosità o meno di un veicolo
4) L’ingegner professor ex ministro Bianchi queste cose non le sa(?)
Perché si sappia che questa, signori, è fisica del TERZO LICEO.
Vediamo di fare un quadro sintetico della situazione:
La Libia non ha praticamente nessun amico che conti sulla scena internazionale: nello scenario attuale un paese che non è interessante per Russia e Cina e sta profondamente sulle balle agli Usa è l’equivalente come peso diplomatico delle isole Far Oer
Altre grosse proteste all’orizzonte non se ne vedono. Il mondo musulmano sbraiterebbe alla “nuova crociata”, ma almeno finalmente avrebbe ragione. Tanto a tecnologia militare sono fermi ai T-34, che può succederci, che ci contrattacchi il Marocco?
La libia è stragonfia di Gas. Portarlo TUTTO in Italia e distribuirlo in Europa usando il nostro paese come hub terrebbe tranquilli e sereni Sarkozy, Merkel e Zapatero, che finalmente potrebbero trattare Putin da quel mafioso che è, e smettere di dipendere dai capricci dei governanti strafatti di vodka che reggono le ex repubbliche sovietiche. Avremmo risolto per i prossimi 20 anni il problema degli approvvigionamenti e il metano passerebbe dagli attuali 70 centesimi circa a 50 centesimi al metro cubo, con un risparmio secco per le famiglie del 30% sulla spesa annua. Una conversione di massa del parco automobili a metano risolverebbe anche il problema del deficit petrolifero, mentre è facile attendersi un calo vistoso delle tariffe elettriche
La Libia non è sovrappopolata rispetto al territorio che ha, non soffre ad esempio dei problemi dell’Egitto. Su una superficie di 1.760.000 Km quadrati (per il 90% deserto, va detto) ci abitano 5 milioni circa di persone. Una densità abitativa di 2,84 persone per Kmq, circa quella dell’Australia. Un decennio di agricoltura con tecniche moderne (idroponica, a goccia, in serra ermetica, ecc) come quelle usate dagli israeliani e possiamo diventare un paese esportatore di angurie a Febbraio
Istantaneamente si bloccherebbe l’afflusso in Italia di immigrati dal nord Africa, con conseguente risparmio delle vite che quotidianamente si spengono nelle tragedie marittime.
I libici ne guadagnerebbero in democrazia (ok, ci rimettono in burocrazia, ma non si può avere tutto)
A Bertinotti e Diliberto potremmo regalare un bel ranch, da conquistarsi mediante gara equina sullo stile di “cuori ribelli”
Calderoli sarebbe un LORO ministro. D’altronde la base di partenza di tutto questo discorso è proprio qui: se loro hanno diritto di decidere i nostri ministri, perché noi non possiamo decidere tutto il loro governo?
Insomma, alla luce di queste considerazioni, io propongo ufficialmente che al primo punto del programma del nuovo governo sia messa immediatamente una invasione armata del paese di Gheddafi, il defenestramento dello stesso dopo essere stato trascinato in catene sulla via dei fori imperiali e la costruzione immediata di un ponte Tripoli-Lampedusa-Pantelleria-Mazara.