-- Annichiléscion --> Allah can't stop me

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Orgogliosamente

LA NATURA CULTISTA DELL'ISLAM
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6

1972
A conservative mind
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Negroniglio:
Klaus Barbie. Stai bene, sei in salute e, nonostante la veneranda, ogni tanto gliene dai ancora un poco alla tua freulen. Hai tre figli:
Karl, Heinz e Rumenigge.
Lo Pseudosauro:
[...]animale scontroso ed assai poco politically-correct che, pur nutrendo per il Santo il solo interesse che la natura gli ha concesso, se ne fa, ancorche' molto malvolentieri, humile strumento, dando a noi prova tangibile di quanto sia piu' facile per gli animali parlare con l'uomo che viceversa.
Wellington:
Anche quando non scrive di surfisti incazzati, Il Lupo di Gubbio, pur essendo una bestia, si dimostra più arguto e intelligente della sua controparte umana.
L'onorevole:
la varietà degli imbecilli è sempre sbalorditiva: ve ne sono di superficiali e di profondi, ma lui - il Lupo - è ancora più sorprendente, visto che riesce ad appartenere - senza tema di smentita - ad entrambe le categorie.
utente anonimo in Liberi tutti!
utente anonimo in La natura settaria e...
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Forse non tutti sanno che le Marche, questa splendida regione a cui mi fregio di appartenere, hanno il record mondiale di longevità.
Per chi arriva qui dalle grandi città (per poi non andarsene più, almeno questa è la norma) sorprende tra le altre cose come la assoluta incapacità alla guida si associ ad una sensazione di calma assoluta quasi surreale.
Per dire, se a Milano o Roma non scatti al verde tipo Ben Johnson quando si drogava come un ippopotamo, cominciano a suonare il clacson fino alla quindicesima macchina dietro di te.
Nelle Marche no. Fatela questa prova. Quel che riceverete sarà un lampeggio con i fari.
Dicono (e secondo me è vero) che questa flemma arrivi dalla cultura mezzadrile, qui diffusa come da nessun altra parte, che senza indulgere nella pigrizia (un mezzadro non poteva permettersi di essere pigro) ha però insegnato che per ogni cosa c'è il suo tempo.
Morale della favola, nelle Marche non ci si stressa. Il paesaggio già aiuta, le colline coltivate a grano, ora lisce come biliardi perchè appena seminate, ma presto verdi e riposanti agli occhi, il mare che ti capita di scorgere tra due monti quando meno te l'aspetti, i panorami ampi costellati di paesini sulle creste.
Nelle Marche la gente ha riso sopra la notizia che il comune di Ancona ha installato degli spruzzatori di profumo per coprire l'odore di un fosso, invece di bonificarlo. Da altre parti il sindaco sarebbe stato crocifisso in pubblica piazza.
Nelle Marche capita che un imprenditore che fa tagliatelle si faccia copiare le idee dalla Fiat.
Nelle Marche una manifestazione contro l'integrazione degli immigrati di ragazzini minorenni sarebbe stata interrotta, fino a pochi mesi addietro, dai ceffoni dei genitori dati con la rincorsa.
Nelle Marche, agli zingari si lascia il carrello fuori dal supermercato, così che si recuperino l'euro che c'è dentro. Massì dai, meglio qui che a rubare in fondo. Fino a poco tempo fa.
Nelle Marche, stamattina, ho visto uno dare una sportellata violentissima ad una zingara che elemosinava al semaforo, sbattendola sulla corsia opposta in mezzo alle macchine in corsa e rischiando di ammazzarla.
Nelle Marche i campi nomadi sono pressochè spariti, ma non solo dalla zona del Tronto come ci si aspetterebbe, no. Ce n'è sempre uno d'inverno a Civitanova Marche, a oltre 60 Km di distanza, in uno spazio che d'estate è occupato da un luna park. Svanito pure quello.
Nelle Marche a Porto S. Elpidio davanti al multisala più grande della provincia di Ascoli Piceno, due zingari sorpresi a rubare nelle auto sono stati pestati non più di un mese fa.
Nelle Marche sono comparsi i cartelli fuori dalle fabbriche "Cercasi operai solo italiani", con conseguente sbraitare al razzista da parte dei sindacati.
Nelle Marche la gente è incazzata per notizie come questa.
E la gente incazzata non può mantenere i record di longevità.
Curiosa ai limiti del ridicolo la scelta dello slogan per la nuova campagna pro-omosessualità della regione Toscana.
Pro-omosessualità. Fino a ieri avrei detto "pro-scelta", ma è evidente che gli stessi promotori della campagna non sono d'accordo con me.
Di curioso in questa vicenda c'è proprio la visione dell' omosessualità come "inevitabile". Quanto di più vicino io abbia mai visto alle posizioni oltranziste degli ultracattolici. Quelle posizioni per intenderci secondo cui l'omosessualità sarebbe una tara genetica assimiliabile ad una qualsiasi altra malattia. Un dibattito che infiammò Tocque-ville tempo addietro.
Oggi queste posizioni hanno ricevuto un avvallo indiretto (e inconsapevole) proprio da coloro i quali in questo momento stappano champagne e brindano al successo progressista. Il bello è proprio che non se ne rendono conto.
Nel momento in cui si considera, come io credo sia banale fare, l' omosessualità come una scelta privata, riguardante solo la sfera personale e non le normali interazioni con le altre persone, al pari del preferire star sopra o sotto a letto, quella scelta personale, proprio perchè tale, è sacra ed inviolabile. La libertà della persona nella propria sfera privata, concetto che molti sedicenti "di destra" faticano a comprendere, è iul principio cardine stesso dell'essere "di destra". I ragionamenti da alveare lasciamoli ai comunisti. Ognuno faccia quel che crede, finchè non rompe a qualcun altro.
Ma se questa scelta privata diventa una pubblica ostentazione, spinta fino all'usare i soldi delle tasse di chi omosessuale non è per pagare una campagna autodenigratoria, allora qualcosa non va.
Una campagna pietistica per di più, in cui gli omosessuali ci fanno sapere che poveretti, non è colpa loro,no, loro non hanno mica avuto scelta.
"Ma allora fatti curare" è la risposta "di pancia" che viene spontaneo fornire. La contraddizione è evidente.
Perchè e mi chiedi il rispetto per le tue decisioni, per il tuo modo di intendere l'amore o il sesso insieme ad un'altra persona consenziente, io sarò il tuo primo alleato.
Se invece cerchi di spacciarmi la tua condizione come involontaria e non dovuta ad una tua scelta ponderata e motivata, debbo allora forzatamente desumere che la tua volontà sia quella di tornare eterossessuale, e quindi bello mio sappi che stai aprendo la strada ai "centri di rieducazione" di Hitleriana memoria. Vedete un po' voi.
Nemmeno Riccardo Ferri ai tempi d'oro riusciva a confezionare autogol così clamorosi.

Mi aspettavo anche delle scuse. Pretendo troppo?
Rilancio dal blog di Paolo della Sala
Nel 1984 il ministro delle Finanze della Nuova Zelanda, constatando che il suo paese era sceso dal terzo al sedicesimo posto nel ranking mondiale di PIL per abitante (nel 1960 era subito dopo USA e Svizzera), vedendo che la disoccupazione toccava l'11,6%, e che il debito statale era "ben" (pensiamo all'Italia!) il 65% del PIL, decise di semplificare il sistema fiscale, abbassando la pressione fiscale sulle persone fisiche dal 66% al 33% e quella sulle imprese dal 45% al 33%. Con questo abbassamento l'evasione fiscale sparì. Sul piano del welfare la pensione venne fissata a 65 anni, le indennità di licenziamento vennero ridotte, e il rimborso delle spese mediche modulato sullo status sociale dei malati.
In Nuova Zelanda si cominciò a equiparare il budget pubblico con quello di qualsiasi impresa, con la cultura del rendiconto e non con quella dell'imperio.
Nel 1984 il Ministero dei Trasporti pubblici contava su 5600 funzionari. Dieci anni dopo ve ne erano appena 53.
Il Dipartimento dell'Agricoltura passò da 17.000 addetti a 17 (!).
Il Ministero del Lavoro passò da 28.000 dipendenti a uno solo (!!).
Nel 1988 il tasso di disoccupazione era sceso al 5,5% (oggi è al 3,4%).
In dieci anni il debito pubblico crollò al 30% del PIL.
Le finanze pubbliche passarono da un deficit del 9% a un +1% (!!!).
Vennero tolte tutte le tasse doganali alle importazioni e tutti i sussidi agli agricoltori.
La crescita dell'economia neozelandese non è mai stata inferiore al 3%, da allora.
N.B. Non sembra proprio he i cittadini neozelandesi vivano male senza la "protezione" dei parassiti di Stato e del sistema di tutela pubblica all'italiana.
Nel 1993 in Canada il deficit statale era al 7% del PIl e il debito totale era al 66%. La copertura del debito assorbiva il 37% delle Entrate e il tasso di disoccupazione era al 11%.
Governato da un "liberal" (di sinistra) il governo stabilì di sistemare le finanze pubbliche, diminuendo le spese del 20% senza aumentare le imposte. I sussidi alle imprese scesero del 60%. Da 250.000 dipendenti pubblici si passò a 47.000 (!). Da allora il deficit è passato all'1% e il debito è sceso al 44% del PIL. La disoccupazione nel 1999 era scesa al 7,5%.
Attendo con ansia che qualcuno mi indichi un esempio di politica economica simile a quella del governo dei coglioni, che abbia prodotto risultati vagamente paragonabili.
Prima Fini, adesso anche Casini si mette a dire qualcosa di sensato.
Piano ragazzi, troppe emozioni tutte insieme non siamo in grado di reggerle...
Per carità non fatelo sapere a Visco.
Ci metterebbe subito sopra un' accisa.
A oltre due anni dalle elezioni, era pur ora che qualcuno mi ricordasse che il mio voto non è completamente andato a puttane.