Il Lupo di Gubbio

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Klaus Barbie. Stai bene, sei in salute e, nonostante la veneranda, ogni tanto gliene dai ancora un poco alla tua freulen. Hai tre figli: Karl, Heinz e Rumenigge.

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[...]animale scontroso ed assai poco politically-correct che, pur nutrendo per il Santo il solo interesse che la natura gli ha concesso, se ne fa, ancorche' molto malvolentieri, humile strumento, dando a noi prova tangibile di quanto sia piu' facile per gli animali parlare con l'uomo che viceversa.

Wellington:
Anche quando non scrive di surfisti incazzati, Il Lupo di Gubbio, pur essendo una bestia, si dimostra più arguto e intelligente della sua controparte umana.

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la varietà degli imbecilli è sempre sbalorditiva: ve ne sono di superficiali e di profondi, ma lui - il Lupo - è ancora più sorprendente, visto che riesce ad appartenere - senza tema di smentita - ad entrambe le categorie.

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domenica, 11 maggio 2008
Se questo è un ingegnere (ovvero: perché un qualsiasi studente sarebbe stato un ministro migliore)

Ormai tutti sappiamo della gigantesca frittata fatta dal Ministro Bianchi e dai suoi altrettanto incompetenti collaboratori nella stesura del decreto che del ministro porta il nome, che modifica alcune parti del codice della strada.


Lasciamo per un attimo stare le vaccate scritte sull’aria condizionata (che secondo loro dovrei spegnere durante la sosta) e concentriamoci sulla questione “potenza specifica”.
La legge dice che ai neopatentati “non e' consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kw/t”.


Già chi la fisica l’ha leggiucchiata si renderà conto che “potenza specifica” così come è scritto nel decreto è una definizione ambigua. Quelli che ne masticano un po’ di più sanno che le nuove norme di unificazione stanno cercando di abolire in fisica l’uso del termine “specifico” tout-court. Infatto solitamente “specifico” significa “diviso per la massa”. Solitamente, ma con qualche eccezione. Tipo, guarda caso, la potenza specifica dei veicoli, che in uso comune viene intesa come la potenza per ogni litro di cilindrata e si misura non in kW/t ma in cavalli/litro o kW/litro. La terminologia corretta e non ambigua sarebbe stata “potenza massica”. E questo un ingegnere non può non saperlo.
Ma passiamo alle questioni gravi: come mai ci si fa male quando si cozza contro un albero? Cercherò di evitare tecnicismi a rischio di semplificare troppo.


Fondamentalmente, anche se in maniera riduttiva, i danni che riporta il corpo umano a causa di un violento urto contro un ostacolo fisso (un albero) sono dovuti alle forze che si generano per via del fatto che tutte le vostre molecole insistono testardamente a voler continuare il loro viaggio a 160 km/h anche quando la vostra pelle si è già fermata. Si chiama inerzia, e l’effetto sonoro è più o meno uno “splat”.
Questo tipo di danno dipende dall’energia che il vostro corpo possiede viaggiando a 160 km/h. Tale energia dipende solo da due variabili: il vostro peso (massa) e la velocità a cui state andando a sbattere. Solo che la velocità è di gran lunga il più importante dei due fattori, poiché quando essa raddoppia, l’energia (e quindi i danni) quadruplicano.
Quindi, è la velocità che determina il danno.
E quale è, in una automobile, la caratteristica che più di ogni altra mi può dare informazioni sulla velocità massima che essa può raggiungere?


A parte che quest’ultima è un dato fornito direttamente dalle case automobilistiche e pubblicato pure su “Quattroruote”, a questo punto bisognerà chiedersi perché oltre una certa velocità la macchina non va, anche se il motore, consumando benzina , continua comunque a fornire energia e a spingerla con la stessa forza.


Succede perché, man mano che si accelera, c’è un’altra forza che cresce molto rapidamente: l’attrito contro l’aria. Anche esso quadruplica ogni volta che si raddoppia la velocità. Una buona automobile che non abbia una forma molto aerodinamica (bassa e affusolata) intorno ai 180-220 km/h comincia a raggiungere un limite difficilmente superabile. A quel punto il motore dovrà continuare a fornire potenza solo per MANTENERE COSTANTE la velocità. Più sarà alta la velocità, più la potenza richiesta sarà elevata. E questo è INDIPENDENTE dalla massa dell’auto, perché l’attrito con l’aria dipende solo dalla FORMA dell’automobile e dalla sua velocità.


Non c’entrando nulla la massa, è evidente che non c’entra nulla pure la “potenza specifica”. Infatti è la POTENZA, pura e semplice, a fare la “pericolosità” di una automobile. Ovvero a portarla a velocità oltre il consentito. La potenza specifica ha senso solo nei primissimi metri, quando l’attrito è molto basso ed è la massa della macchina a “frenarla”. E’ sempre inerzia, ma in questo caso le molecole “insistono” per restare ferme invece di iniziare a spostarsi.


Ma alle velocità a cui si muore, sopra i 60-70 km/h, essa (la potenza specifica) non conta affatto.
Queste considerazioni rendono ragione del fatto che noi, naturalmente, siamo portati a pensare come più pericolosa una Lamborghini Murcielago che una Seicento. Mentre in base al nuovo decreto la prima è consentita, la seconda no.

   

Ricapitolando:
1) I danni dipendono dalla velocità
2) La velocità dipende dalla potenza dell’auto
3) La potenza specifica è una informazione inutile per stabilire la pericolosità o meno di un veicolo
4) L’ingegner professor ex ministro Bianchi queste cose non le sa(?)

Perché si sappia che questa, signori, è fisica del TERZO LICEO.

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sabato, 10 maggio 2008
E io dico: invadiamo la Libia

Vediamo di fare un quadro sintetico della situazione:


La Libia non ha praticamente nessun amico che conti sulla scena internazionale: nello scenario attuale un paese che non è interessante per Russia e Cina e sta profondamente sulle balle agli Usa è l’equivalente come peso diplomatico delle isole Far Oer

Altre grosse proteste all’orizzonte non se ne vedono. Il mondo musulmano sbraiterebbe alla “nuova crociata”, ma almeno finalmente avrebbe ragione. Tanto a tecnologia militare sono fermi ai T-34, che può succederci, che ci contrattacchi il Marocco?

La libia è stragonfia di Gas. Portarlo TUTTO in Italia e distribuirlo in Europa usando il nostro paese come hub terrebbe tranquilli e sereni Sarkozy, Merkel e Zapatero, che finalmente potrebbero trattare Putin da quel mafioso che è, e smettere di dipendere dai capricci dei governanti strafatti di vodka che reggono le ex repubbliche sovietiche. Avremmo risolto per i prossimi 20 anni il problema degli approvvigionamenti e il metano passerebbe dagli attuali 70 centesimi circa a 50 centesimi al metro cubo, con un risparmio secco per le famiglie del 30% sulla spesa annua. Una conversione di massa del parco automobili a metano risolverebbe anche il problema del deficit petrolifero, mentre è facile attendersi un calo vistoso delle tariffe elettriche

La Libia non è sovrappopolata rispetto al territorio che ha, non soffre ad esempio dei problemi dell’Egitto. Su una superficie di 1.760.000 Km quadrati (per il 90% deserto, va detto) ci abitano 5 milioni circa di persone. Una densità abitativa di 2,84 persone per Kmq, circa quella dell’Australia. Un decennio di agricoltura con tecniche moderne (idroponica, a goccia, in serra ermetica, ecc) come quelle usate dagli israeliani e possiamo diventare un paese esportatore di angurie a Febbraio

Istantaneamente si bloccherebbe l’afflusso in Italia di immigrati dal nord Africa, con conseguente risparmio delle vite che quotidianamente si spengono nelle tragedie marittime.
I libici ne guadagnerebbero in democrazia (ok, ci rimettono in burocrazia, ma non si può avere tutto)

A Bertinotti e Diliberto potremmo regalare un bel ranch, da conquistarsi mediante gara equina sullo stile di “cuori ribelli”

Calderoli sarebbe un LORO ministro. D’altronde la base di partenza di tutto questo discorso è proprio qui: se loro hanno diritto di decidere i nostri ministri, perché noi non possiamo decidere tutto il loro governo?

 

Insomma, alla luce di queste considerazioni, io propongo ufficialmente che al primo punto del programma del nuovo governo sia messa immediatamente una invasione armata del paese di Gheddafi, il defenestramento dello stesso dopo essere stato trascinato in catene sulla via dei fori imperiali e la costruzione immediata di un ponte Tripoli-Lampedusa-Pantelleria-Mazara.

Postato da: lupodigubbio a 00:20 | link | commenti (6) |

mercoledì, 16 aprile 2008
Curricula che si allungano

Noi giovani che non abbiamo per ora altro da apportare al Fascismo, insieme con la nostra fede, che una sincerità cruda, chirurgica, ci facciamo di questa sincerità uno dei maggiori doveri dell’ora presente, confermati in questo nostro proposito dalla voce del Capo”.
Eugenio Scalfari,1942

"Un Impero del genere è tenuto insieme da un fattore principale e necessario: la "volontà di potenza" dello Stato nucleo, che poggia su due pilastri essenziali: il "popolo" quale elemento di costruzione sociale; la razza quale elemento etnico, sintesi di motivi etici e biologici che determina la superiorità storica dello Stato nucleo e giustifica la sua dichiarata "volontà di potenza"
Eugenio Scalfari,1943

"Il cavallo sovietico si trova ormai a poche incollature di distacco dal cavallo americano... Nel 1972 l’Urss sarà addirittura passata in testa non soltanto come potenza industriale, ma anche come livello di vita medio della sua popolazione "
Eugenio Scalfari, 1959

"Questa finanziaria merita un bel voto"
Eugenio Scalfari, Ottobre 2006

 

 

"Dicono i sondaggi, con un margine di errore che va sempre tenuto ben presente, che il complesso degli indecisi sia da valutare attorno al 10 per cento dei presumibili votanti. Dicono anche che il 45 per cento di quel dieci sia orientato a votare Veltroni. E dicono infine che se quel 45 diventasse il 13 aprile il 60, alla Camera si potrebbe pareggiare, i due maggiori partiti si troverebbero spalla a spalla e uno dei due otterrebbe la vittoria con uno scarto minimo di voti. Se poi il Partito democratico convogliasse su di sé il 75 per cento degli indecisi la vittoria alla Camera diventerebbe una quasi certa probabilità".
 Eugenio Scalfari, 6 aprile 2008.

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sabato, 23 febbraio 2008
Quando un paese è al degrado morale, lo vedi anche dai piccoli segnali.

Qualche giorno fa ebbi modo di scambiare due chiacchiere con un mio amico e collega, ex assicuratore. Si parlava di agenti di commercio che invece di vivere di contratti, vivono "per" i contratti. Quelli, per chiarire, che se gli chiedi di trombargli la sorella ti dicono "Firmi qua che domani la faccio passare da lei".

L'esperienza che mi portava dal mondo delle assicurazioni questa persona era a dir poco raccapricciante, e costituiva il motivo fondamentale per cui al momento dell'apertura di un mercato "pulito" (fino a poco fa lo era) come quello dell'energia, avesse deciso di spostarcisi.

Si parlava, dicevo, di agenti truffatori. Non solo verso l'utente, ma verso le stesse compagnie. Il caso limite era quello di un tizio che aveva preso 50 nomi al cimitero,si era ricreato al computer i codici fiscali, ed aveva stipulato i contratti.

Prima che il contratto entrasse a regime occorrevano 2 mesi, indi altri 3 all'emissione del primo bollettino, indi altri 2 persi in solleciti vari, e così dopo 7 mesi o più la compagnia si accorgeva della inesistenza del firmatario del contratto.

Ma nel frattempo l'agente aveva intascato la provvigione di 2-3 centomila lire, cambiato lavoro e tanti saluti.

 

Accade oggi che un signore di quasi 80 anni viene nel mio ufficio e mi dice di essere stato truffato. Mi mostra la copia di un contratto Enel Energia regolarmente siglato, e mi fa:

"Questa è la copia che mi sono fatto mandare da Enel".

Ed io: "Bene, che c'è di strano?"

"Che questa firma non è mia".

Osservando meglio in effetti si notava come la calligrafia fosse chiaramente femminile, e dopo un controllo con la firma che aveva sul documento ogni dubbio era sciolto.

Morale: la "agentessa" Enel Energia, non so se di iniziativa propria o su indicazioni superiori, al rifiuto del signore di firmarle un contratto, aveva provveduto da sè. Questo accadeva a Dicembre 2007.

 

Ed è qui che mi è venuto il magone. Perchè 5-6 anni fa, per giustificare un reato penale (nel senso di fare in modo che ne valesse la pena), servivano qualche centinaio di migliaia di lire a contratto.

Enel, per chi non lo sapesse, i suoi agenti li paga dai 10 ai 20 Euro a contratto fatto.

Come siamo caduti così in basso da fare in modo che una persona rischi senza remore una denuncia penale dall'utente, una causa di risarcimento danni dal fornitore "spodestato" e una causa per danno di immagine "per pararsi il culo" da Enel stessa, il tutto per 15 Euro circa?

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giovedì, 31 gennaio 2008
Grazie alle leggi del governo Berlusconi, un delinquente (lui) si ritrova libero.

 

L'è dura, siamo ancora ventiseimila a uno.

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martedì, 08 gennaio 2008
Napoli fogna d'Italia

 

Oggi più che mai torna di attualità questo pregevole pezzo del mai buonista Carlo Melina. Da leggere.

Postato da: lupodigubbio a 02:50 | link | commenti (2) |

venerdì, 04 gennaio 2008
Marchigiani Uber Alles

Strano articolo del Giornale:

Titolo: "Nordest «locomotiva» dello sviluppo".

Vi si legge: 

Nel 2006, infatti, le regioni del Triveneto e l’Emilia Romagna sono cresciute del 2,4% contro l’1,9% nazionale.

[...]

È notevole il fatto che il Lazio mostri l’andamento meno brillante riguardo la crescita del pil (+ 1,4% contro, ad esempio, il 2,6% delle Marche).

Locomotive una ceppa. Accodatevi, lentoni :) .

 

Postato da: lupodigubbio a 22:09 | link | commenti |

lunedì, 10 dicembre 2007
Degli aggettivi e dello strano uso che ne vien fatto

 

Premessa: gli stranieri in Italia sono circa il 5% della popolazione.

 

Premessa/2: circa il 10% del totale degli stupri in Italia è commesso da stranieri.

 

Si lascia al lettore il tentativo di capire, ed eventualmente spiegare, cosa c'entri nel titolo sottostante l'aggettivo (secondo alcuni puristi in realtà un avverbio)  "solo".

 

All'autore del pezzo si vorrebbe invece chiedere, cortesemente, quale sarebbe la percentuale "giusta" (ovvero quella che farebbe togliere l'aggettivo stesso)

 

 

Postato da: lupodigubbio a 20:11 | link | commenti (8) |

giovedì, 06 dicembre 2007
Signore e signori, la perla di saggezza definitiva.

[...] Luttazzi è uno che ha preso tutte le battute di Woody Allen e le ha infarcite di cazzofigatetteculo, ottenendo l'ottimo risultato di farsi ascoltare da quelli che capiscono le battute di Woody Allen e da tutti gli altri che ridono solo sentendo uno che dice cazzofigatetteculo in televisione.

Cruman.

 

Amen, fratello.

 

 

 

Postato da: lupodigubbio a 23:49 | link | commenti (7) |

mercoledì, 05 dicembre 2007
Regime mediatico berlusconiano

Oggi il governo è andaato sotto DUE volte su una votazione che riguarda, al contrario di ciò di cui di solito dibattono, i problemi reali dei cittadini: il pacchetto sicurezza.

 

Il sunto è che il governo non è in grado di avere una propria politica sull'argomento, nè nella direzione della "tolleranza zero" verso i delinquenti, nè nella direzione voluta dai comunisti della "tolleranza zero" verso i poliziotti.

 

Mi pare una notizia mica secondaria.

 

E infatti il corriere esce con questa prima pagina:

 

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martedì, 04 dicembre 2007
E ora chiedete scusa a Erba

E adesso qualcuno chieda scusa a Erba. Per settimane la città è stata descritta come un covo di razzisti. Ricordate? Schiere di inviati scatenati, telecamere nascoste che s'aggiravano per la Brianza, soloni da salotti tv sempre pronti a sputare sentenze fin troppo facili sul Nord intollerante. Sembrava che dietro ogni artigiano si nascondesse un calderoli al cubo, dietro ogni idraulico un membro del nuovo ku klux klan al sapore di busecca e cassoeula, dietro ogni panettiere un possibile giustiziere munito di cappio e conseguente bava alla bocca.

Erba nei mesi scorsi ha dovuto ufficialmente chiedere scusa ad Azouz. Il motivo? Per qualche ora si era sospettato di lui. E lui, su quei sospetti, si è costruito una carriera di ben pagati passaggi televisivi. Ha venduto i diritti d'immagine dei funerali della moglie. Ha fatto amicizia con Fabrizio Corona, s'è messo in coda per entrare nell'agenzia di Lele Mora. Sognava un futuro sulle passerelle della moda o nei reality show. Comportamenti non proprio da parente in lutto. Eppure nessuno poteva dire niente. «Poverino, ha sofferto così tanto». «Dovete solo chiedergli scusa». E infatti: gli abbiamo chiesto scusa, coprendoci il capo di cenere con vaghi sensi di colpa.

Ora, però, veniamo a leggere sui verbali che Azouz Marzouk descriveva le settimane dopo il massacro come il periodo più bello della sua vita. Diceva: «Che mi frega delle bare». Vendeva le foto dei suoi cari morti secondo un preciso tariffario, si vantava di essere ormai richiesto come un gigolò. Infine, per non farsi mancare nulla, faceva sesso con un'amica della moglie, senza avvertire né dolore né senso di colpa. E neppure lo squallore: il sesso lo facevano in auto come in un filmetto di serie B.

Questo è il vero Azouz. Mentre giurava davanti alle telecamere di non avere mai spacciato continuava a spacciare («Non ci prenderanno mai»). Mentre faceva finta di commuoversi, in realtà gioiva («È il periodo migliore della mia vita, che me ne frega delle bare»). Mentre diceva di non conoscere la droga continuava a drogarsi («Ho pippato tutta la notte»). Altro che denunciare Erba. L'unica erba che doveva denunciare era quella che spacciava. Con la minuscola, come minuscolo uomo ha dimostrato di essere lui.

Eppure lo schema funzionava così bene, anche nelle trasmissioni tv. Il povero tunisino e la feroce Brianza, ciak si gira. In fondo è facile trovare qualcuno che liquidi in fretta il Nord con analisi sociologiche su carta da salumiere. È successo nei giorni scorsi anche con Cittadella: l'iniziativa di un sindaco a tutela della sicurezza è diventato il pretesto per ritornare sul luogo comune del Nord beota e razzista. Ci hanno intinto un po' tutti la penna. E così facile, no? Suona bene, fa persino chic.

Invece no: il Nord non è razzista. Con gli extracomunitari convive e lavora. Offre chance a tutti coloro che le vogliono cogliere. Persino ai tipi come Azouz, che vengono da noi per spacciare morte e hanno un'umanità tale da considerare l'uccisione del figlio di due anni come l'inizio del «periodo più bello della vita». Persino a tipi così, che poi fanno le vittime della xenofobia. Macché xenofobia: le uniche vittime in questa vicenda sono stati il bimbo e le tre donne. E anche un po' la città di Erba, offesa e costretta a chiedere scusa. Ora qualcuno chieda scusa a lei. E a quella gente perbene che davanti a una bara non direbbe mai «che me ne frega».

Mario Giordano, Il Giornale.

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lunedì, 29 ottobre 2007
E verrà il giorno in cui anche i marchigiani si stancheranno

Forse non tutti sanno che le Marche, questa splendida regione a cui mi fregio di appartenere, hanno il record mondiale di longevità.

 

Per chi arriva qui dalle grandi città (per poi non andarsene più, almeno questa è la norma) sorprende tra le altre cose come la assoluta incapacità alla guida si associ ad una sensazione di calma assoluta quasi surreale.

Per dire, se a Milano o Roma non scatti al verde tipo Ben Johnson quando si drogava come un ippopotamo, cominciano a suonare il clacson fino alla quindicesima macchina dietro di te.

Nelle Marche no. Fatela questa prova. Quel che riceverete sarà un lampeggio con i fari.

 

Dicono (e secondo me è vero) che questa flemma arrivi dalla cultura mezzadrile, qui diffusa come da nessun altra parte, che senza indulgere nella pigrizia (un mezzadro non poteva permettersi di essere pigro) ha però insegnato che per ogni cosa c'è il suo tempo.

 

Morale della favola, nelle Marche non ci si stressa. Il paesaggio già aiuta, le colline coltivate a grano, ora lisce come biliardi perchè appena seminate, ma presto verdi e riposanti agli occhi, il mare che ti capita di scorgere tra due monti quando meno te l'aspetti, i panorami ampi costellati di paesini sulle creste.

 

Nelle Marche la gente ha riso sopra la notizia che il comune di Ancona ha installato degli spruzzatori di profumo per coprire l'odore di un fosso, invece di bonificarlo. Da altre parti il sindaco sarebbe stato crocifisso in pubblica piazza.

 

Nelle Marche capita che un imprenditore che fa tagliatelle si faccia copiare le idee dalla Fiat.

 

Nelle Marche una manifestazione contro l'integrazione degli immigrati di ragazzini minorenni sarebbe stata interrotta, fino a pochi mesi addietro, dai ceffoni dei genitori dati con la rincorsa.

 

Nelle Marche, agli zingari si lascia il carrello fuori dal supermercato, così che si recuperino l'euro che c'è dentro. Massì dai, meglio qui che a rubare in fondo. Fino a poco tempo fa.

 

Nelle Marche, stamattina, ho visto uno dare una sportellata violentissima ad una zingara che elemosinava al semaforo, sbattendola sulla corsia opposta in mezzo alle macchine in corsa e rischiando di ammazzarla.

 

Nelle Marche i campi nomadi sono pressochè spariti, ma non solo dalla zona del Tronto come ci si aspetterebbe, no. Ce n'è sempre uno d'inverno a Civitanova Marche, a oltre 60 Km di distanza, in uno spazio che d'estate è occupato da un luna park. Svanito pure quello.

 

Nelle Marche a Porto S. Elpidio davanti al multisala più grande della provincia di Ascoli Piceno, due zingari sorpresi a rubare nelle auto sono stati pestati non più di un mese fa.

 

Nelle Marche sono comparsi i cartelli fuori dalle fabbriche "Cercasi operai solo italiani", con conseguente sbraitare al razzista da parte dei sindacati.

 

Nelle Marche la gente è incazzata per notizie come questa.

 

E la gente incazzata non può mantenere i record di longevità.

 

 

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mercoledì, 24 ottobre 2007
L'omosessualità non è una scelta?

 

Curiosa ai limiti del ridicolo la scelta dello slogan per la nuova campagna pro-omosessualità della regione Toscana.

Pro-omosessualità. Fino a ieri avrei detto "pro-scelta", ma è evidente che gli stessi promotori della campagna non sono d'accordo con me.

Di curioso in questa vicenda c'è proprio la visione dell' omosessualità come "inevitabile". Quanto di più vicino io abbia mai visto alle posizioni oltranziste degli ultracattolici. Quelle posizioni per intenderci secondo cui l'omosessualità sarebbe una tara genetica assimiliabile ad una qualsiasi altra malattia. Un dibattito che infiammò Tocque-ville tempo addietro.

 

Oggi queste posizioni hanno ricevuto un avvallo indiretto (e inconsapevole) proprio da coloro i quali in questo momento stappano champagne e brindano al successo progressista. Il bello è proprio che non se ne rendono conto.

 

Nel momento in cui si considera, come io credo sia banale fare, l' omosessualità come una scelta privata, riguardante solo la sfera personale e non le normali interazioni con le altre persone, al pari del preferire star sopra o sotto a letto, quella scelta personale, proprio perchè tale, è sacra ed inviolabile. La libertà della persona nella propria sfera privata, concetto che molti sedicenti "di destra" faticano a comprendere, è iul principio cardine  stesso dell'essere "di destra". I ragionamenti da alveare lasciamoli ai comunisti. Ognuno faccia quel che crede, finchè non rompe a qualcun altro.

 

Ma se questa scelta privata diventa una pubblica ostentazione, spinta fino all'usare i soldi delle tasse di chi omosessuale non è per pagare una campagna autodenigratoria, allora qualcosa non va.

Una campagna pietistica per di più, in cui gli omosessuali ci fanno sapere che poveretti, non è colpa loro,no, loro  non hanno mica avuto scelta.

"Ma allora fatti curare" è la risposta "di pancia" che viene spontaneo fornire. La contraddizione è evidente.

 

Perchè e mi chiedi il rispetto per le tue decisioni, per il tuo modo di intendere l'amore o il sesso insieme ad un'altra persona consenziente, io sarò il tuo primo alleato.

 

Se invece cerchi di spacciarmi la tua condizione come involontaria e non dovuta ad una tua scelta ponderata e motivata, debbo allora forzatamente desumere che la tua volontà sia quella di tornare eterossessuale, e quindi bello mio sappi che stai aprendo la strada ai "centri di rieducazione" di Hitleriana memoria. Vedete un po' voi.

 

Nemmeno Riccardo Ferri ai tempi d'oro riusciva a confezionare autogol così clamorosi.

 

Postato da: lupodigubbio a 14:37 | link | commenti (34) |

venerdì, 12 ottobre 2007
Lupo 1 Esattori Rossi 0

 

Mi aspettavo anche delle scuse. Pretendo troppo?

Postato da: lupodigubbio a 15:02 | link | commenti (2) |

lunedì, 08 ottobre 2007
Imparare dai buoni esempi

Rilancio dal blog di Paolo della Sala

 

 Nel 1984 il ministro delle Finanze della Nuova Zelanda, constatando che il suo paese era sceso dal terzo al sedicesimo posto nel ranking mondiale di PIL per abitante (nel 1960 era subito dopo USA e Svizzera), vedendo che la disoccupazione toccava l'11,6%, e che il debito statale era "ben" (pensiamo all'Italia!)  il 65% del PIL, decise di semplificare il sistema fiscale, abbassando la pressione fiscale sulle persone fisiche dal 66% al 33% e quella sulle imprese dal 45% al 33%. Con questo abbassamento l'evasione fiscale sparì. Sul piano del welfare la pensione venne fissata a 65 anni, le indennità di licenziamento vennero ridotte, e il rimborso delle spese mediche modulato sullo status sociale dei malati.
In Nuova Zelanda si cominciò a equiparare il budget pubblico con quello di qualsiasi impresa, con la cultura del rendiconto e non con quella dell'imperio.
Nel 1984 il Ministero dei Trasporti pubblici contava su 5600 funzionari. Dieci anni dopo ve ne erano appena 53.
Il Dipartimento dell'Agricoltura passò da 17.000 addetti a 17 (!).
Il Ministero del Lavoro passò da 28.000 dipendenti a uno solo (!!).
Nel 1988 il tasso di disoccupazione era sceso al 5,5% (oggi è al 3,4%).
In dieci anni il debito pubblico crollò al 30% del PIL.
Le finanze pubbliche passarono da un deficit del 9% a un +1% (!!!).
Vennero tolte tutte le tasse doganali alle importazioni e tutti i sussidi agli agricoltori.
La crescita dell'economia neozelandese non è mai stata inferiore al 3%, da allora.

N.B. Non sembra proprio he i cittadini neozelandesi vivano male senza la "protezione" dei parassiti di Stato e del sistema di tutela pubblica all'italiana.

Nel 1993 in Canada il deficit statale era al 7% del PIl e il debito totale era al 66%. La copertura del debito assorbiva il 37% delle Entrate e il tasso di disoccupazione era al 11%.
Governato da un "liberal" (di sinistra) il governo stabilì di sistemare le finanze pubbliche, diminuendo le spese del 20% senza aumentare le imposte. I sussidi alle imprese scesero del 60%. Da 250.000 dipendenti pubblici si passò a 47.000 (!). Da allora il deficit è passato all'1% e il debito è sceso al 44% del PIL. La disoccupazione nel 1999 era scesa al 7,5%.

Attendo con ansia che qualcuno mi indichi un esempio di politica economica simile a quella del governo dei coglioni, che abbia prodotto risultati vagamente paragonabili.

Postato da: lupodigubbio a 13:58 | link | commenti (3) |